I tartufi: tesori sottoterra

I tartufi sono fra i prodotti più pregiati del nostro territorio, diffusi in tutta Italia con due eccellenze indiscusse: il tartufo bianco d’Alba e il tartufo nero di Norcia.

Le diverse varietà non crescono nelle stesse quantità.
I tartufi neri sono decisamente più comuni e prolifici: attorno a una singola pianta se ne possono trovare anche 10 o 20.
Per questo i cavatori, quando raccolgono tutto il bottino, lo vendono come cavata, cioè l’intero raccolto di quella pianta.
Acquistare una cavata permette spesso di ottenere un prezzo vantaggioso, perché comprende esemplari sia grandi sia piccoli.
Il tartufo bianco, invece, è un vero solitario.
È raro trovarne molti nello stesso punto e la sua scarsa disponibilità ne aumenta naturalmente il valore.

Un dettaglio curioso riguarda l’olfatto dei cani da tartufo: il tartufo bianco e il tartufo nero emanano profumo solo quando raggiungono la maturazione, quindi il cane li sente nel momento in cui sono davvero maturi.
Può però accadere che il loro fiuto affinatissimo li porti a individuare anche quelli ancora immaturi, ma raccoglierli acerbi è inutile, perché purtroppo non hanno aroma.
Le dimensioni non influenzano affatto la qualità del profumo: esistono tartufi piccoli dal sentore straordinario.
Naturalmente, quelli più grandi risultano più costosi, sia per la rarità sia per l’impatto visivo.
Tra i bianchi, degni di nota anche i pregiati tartufi di pioppo.

Per conservarli al meglio, i tartufi vanno tenuti in luoghi freschi e asciutti, avvolti nella carta o immersi nel classico vaso di riso.

Da sempre mi affido esclusivamente a fornitori con una filiera tutta italiana rigorosamente controllata “dalla terra alle cucine”.
La selezione dei migliori tartufi, raccolti dai cavatori più esperti, ha un unico obiettivo: garantire qualità ed eccellenza senza compromessi.

Giuseppe Tognazzi